Bologna, 1972, solstizio d'estate. La mia vita, sin dalle origini, è stata un inseguire la luce. Dopo anni di luce lirica e tonale ricerco, come in una urgenza fotosintetica, la luce del Sud, quella che fende l'ombra senza unirvisi. A Roma conosco Tullio De Franco, pittore, maestro e amico. Qui dipingo, scolpisco, fotografo e progetto. E in quella parte estrema di Sicilia che sa già di Africa, dove il tempo si dilata e la luce diviene quasi selvaggia, scopro la bellezza abbagliante dei luoghi abbandonati, e il piacere antico, aprendoli all'ospitalità, di restituire loro nuova vita.

Bologna, 1972, summer solstice. My life, since the beginning, has meant pursuing light. After many years of lyric and tonal light, like in a photsyntetic urgency, I seek the light of the South, that one which shrouds the shadow without merging with it. In Rome I meet the painter Tullio De Franco, my master and my friend. Here I paint, sculpt, photograph and design. And in Modica, in that remote part of Sicily that is already Africa, where time expands and light becomes wild, I discover the dazzling beauty of  abandoned places, and, while opening them to hospitality, the ancient pleasure of giving them a new life.

IL PESO DELLE STELLE

presentazione a cura di Viviana Quattrini

 

Per aspera sic itur ad astra - Attraverso le asperità sino alle stelle. Partendo dalla fascinazione per il mito, la cosmologia ed il viaggio, la ricerca di Luca Giannini si rivolge alle questioni delle migrazioni, all’incontro tra culture e all’indagine sulla materia ponendo interrogativi riguardo credenze e simboli ricorrenti. Il suo lavoro è quindi uno scavare all’interno della materia e della forma concettuale, esprimendosi così attraverso i poli del reale e del significante. L’attenzione dell’artista si concentra sia sull’aspetto metafisico che strutturale del cosmo in cui le stelle sono le componenti fondamentali in grado di fornire indizi inequivocabili sulla nostra origine. L’origine viene indagata attraverso simboli che sono sia quelli ricavati dalla chimica degli elementi che quelli del cerchio e del libro. In tal senso mitologia, teologia, chimica, astronomia si fondono in una visione particolare, inquieta e alchemica dell’universo. 

Attraverso l’uso sapiente dei materiali, Luca Giannini riflette sull’equilibrio interno degli elementi che ci costituiscono. Questi derivano dal cosmo e ad esso ci relazionano in un rapporto che non andrebbe alterato ma preservato e custodito così come l’artista recupera dalla incuria la materia e ne ricostruisce il senso.

In questo modo c’è sempre un rapporto stretto tra quest’ultima ed il concetto rappresentato: il ferro rimanda ai processi di sintesi degli elementi che producono energia all'interno delle stelle e, costituendo l'elemento più pesante che si può creare dall'idrogeno attraverso le reazioni di fusione nucleare, è per le stelle un confine in grado di regolarne il destino; l’oro è metafora di una età perduta di armonia con il creato vagheggiata in tutte le epoche ma anche lo stadio ultimo e incorruttibile della materia alchemica; la cenere invece in quanto residuo della combustione si riferisce alla distruzione, ma anche ai riti di purificazione e di rinascita oltre che alla fertilità della terra.

Il tema delle rotte è legato alla mitologia e alla migrazione ma anche all’orientamento che gli astri ci offrono e con esso alla scoperta e al continuo desiderio dell’uomo di conoscere se stesso attraverso il viaggio che lo porta a riscoprire le proprie origini ed il proprio destino.  

Che siano forze ingovernabili e spaventose dettate da un ordine supremo o leggi fisiche di un universo ancora tutto da scoprire, inizio e fine come ciò che chiamiamo ordine e caos, Eros e Thanatos sono componenti fondamentali della nostra esistenza. L’artista mostra le implicazioni e alcune storie che hanno indagato questo interessante e misterioso argomento offrendoci attraverso la sua visione uno spunto di riflessione interessante e in continua evoluzione.